A febbraio 2025 è stata pubblicata la versione ufficiale dello Schema europeo di qualità per lo screening e il trattamento del cancro della mammella (Ecibc), sviluppato dal Joint research centre (Jrc) della Commissione Europea.
Proponiamo un'introduzione e un commento di Paola Mantellini, responsabile della S.C. Screening e prevenzione secondaria dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro) della Regione Toscana e direttrice dell’Ons, e il contributo di Mario Taffurelli, Presidente APS Senonetwork Italia.
Inoltre, sul sito del Gisma sono disponibili i contributi di Silvia Deandrea, presidente del Gisma, e Antonio Rizzo, Breast Unit di Humanitas Istituto Clinico Catanese.
Contributo di Paola Mantellini
Il poderoso lavoro portato avanti dalla European Commission Initiative on Breast Cancer per redigere lo Schema europeo per l’assicurazione di qualità dei servizi che si occupano di tumore della mammella è non solo un esempio virtuoso di per sé, ma è una guida preziosa e imprescindibile per chi vuole, attraverso le proprie competenze, capacità e abilità, mettere davvero al centro le donne sia che ricevano una diagnosi di tumore della mammella sia che non la ricevano. Scegliere di seguire il percorso tracciato in questo consistente documento significa che il proprio modo di lavorare si accompagna indissolubilmente a tre concetti chiave: serietà, umiltà e trasparenza.
Sono altresì convinta che la condivisione di questo documento non possa che essere assoluta da parte dei professionisti che operano nello screening e nei centri di senologia sia nel nostro Paese che negli altri Paesi europei e che attraverso l’adesione allo schema potremo dare piena attuazione al Piano europeo di lotta contro il cancro garantendo interventi efficaci, efficienti ed equi.
I commenti di Mario Taffurelli, Silvia Deandrea e Antonio Rizzo approfondiscono, grazie anche alle proprie esperienze, alcuni specifici ambiti e suggeriscono i prossimi passi da fare.
Dal canto mio, come portavoce dei coordinamenti regionali di screening con i quali ci interroghiamo continuamente su come essere il più possibile appropriati nel nostro agire, non posso che affermare che lo schema potrà essere di grande supporto per operare una riflessione che dovrà coinvolgere inevitabilmente tutti gli attori interessati, dai decisori politici alle società scientifiche, alle associazioni dei cittadini e dei pazienti. Questo perché aderire allo schema significa prima di tutto investire in sanità, non solo in termini quantitativi, ma soprattutto in termini qualitativi. Significa che vogliamo investire nella buona qualità che ha certamente un costo, ma che sarà ben ripagato. Investire in qualità significa anche investire in tempo. Ad esempio, tempo per interrogarsi su come armonizzare questo schema tra i programmi di screening che operano secondo logiche di sistema diffuso e centri di senologia che riconoscono spazi fisici delimitati da confini precisi. E ancora, tempo per formare e per garantire attività di training sistematiche acquisendo la consapevolezza che il tempo dedicato alla formazione, sebbene possa comportare un'apparente riduzione della “produttività”, ci garantisce performance migliori e quindi salute migliore. Infine, tempo per confrontarsi in maniera strutturata non solo tra operatori, ma continuamente con tutti gli altri stakeholders coinvolti per prendere decisioni condivise sulle priorità. Infatti, anche se non sono sicura che tutti quelli che prenderanno in mano lo schema decideranno di aderire al processo di certificazione, sono invece certa che questo schema potrà aiutare tutti nell’intraprendere comunque un percorso più strutturato e controllato e che ci renderà più adeguati e più vicini alle persone a cui ci rivolgiamo.
Contributo di Mario Taffurelli
L’Associazione di Promozione Sociale (APS) Senonetwork Italia, iscritta al terzo settore, nasce nel 2011 con il fine fondamentale di costituire una rete di centri di senologia che trattino la patologia mammaria secondo i requisiti europei, in modo tale da garantire alle pazienti che afferiscono a tali centri il miglior trattamento possibile per la loro patologia tumorale in funzione di ottenere una maggior quantità e qualità di vita e pari opportunità ovunque esse si trovino.
Attualmente i centri in rete sono 159, distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una prevalenza per le regioni del Nord, ma anche quelli del Centro e del Sud, nel corso degli anni, stanno progressivamente partecipando in numero crescente.
Ho letto con molto interesse il corposo documento dell’ECIBC che consta fondamentalmente di due parti: una prima parte che fornisce tutte le indicazioni dettagliate per il processo di certificazione del centro di senologia. È una guida molto particolareggiata che tratta tutti i punti principali per il processo di certificazione. Seguendo tutti questi punti si ha una chiara mappa di tutto ciò che è necessario fare per ottenerla. Certamente non è un processo semplice che avviene su base volontaristica, ma l’acquisizione di questa certificazione, per come è strutturato il processo, diventa sicuramente per la paziente una garanzia di essere trattata, in quel centro certificato, nel migliore dei modi.
Già in questa prima parte si vede una delle principali finalità di Senonetwork, ovvero la garanzia, attraverso la certificazione, che quel centro possa fornire la migliore diagnosi, trattamento e follow up.
La seconda parte, invece, descrive tutti i requisiti clinici ed organizzativi che deve avere il centro di senologia, nell’ambito del proprio lavoro quotidiano. La traccia è perfettamente marcata, tutti i servizi sono presi in considerazione e in maniera dettagliata vengono elencati i vari professionisti che costituiscono il core team e il non core team multidisciplinare e multiprofessionale della Breast Unit che non possono assolutamente mancare e le loro funzioni. Senonetwork si trova perfettamente in linea con tali requisiti, alcuni di questi sono proprio gli stessi che vengono richiesti ai centri al momento della richiesta di iscrizione alla rete e che compaiono nel documento “Linee di indirizzo sulle modalità organizzative e assistenziali della rete dei centri di senologia” elaborato dal ministero della Salute nel 2014 e a cui Senonetwork diede un importante contributo nella sua elaborazione.
La seconda parte del documento definisce anche gli indicatori di qualità per misurare l’efficienza del centro e potere provvedere a valutazioni critiche e costruttive, in caso di discostamento dai target, volti sempre al miglioramento degli outcomes. Anche questi indicatori e target sono nella maggior parte in linea con quelli che Senonetwork, pubblicati in un recente paper nella rivista “Epidemiologia e Prevenzione” (Epidemiol Prev 2023 47 (6) Suppl 1:1-28)
Non si può non ricordare che il documento del ministero della Salute come pure quello recentemente pubblicato da ECIBC si sono abbondantemente ispirati alle numerose pubblicazioni della European society of breast cancer specialist (Eusoma) a partire dai primi anni duemila. I requisiti che un centro di senologia deve avere, stabiliti da Eusoma, sono alla base dello schema volontario di certificazione sviluppato dalla Breast Center Certification in collaborazione con Italcert accreditato da Accredia in compliance con le regole internazionali sulla certificazione ISO/IEC 17065. A questo proposito vale la pena di sottolineare che nel documento di Ecibc è previsto un capitolo nel quale si riconoscono gli schemi di certificazione già esistenti e le modalità di integrazione con lo schema di Ecibc.
Quale è il principale commento e auspicio? Riteniamo che sia fondamentale la diffusione capillare di questo documento a livello europeo, la sua conoscenza e la sua applicazione, soprattutto per quanto riguarda la seconda parte, dove sono descritti dettagliatamente tutti i requisiti che un centro di senologia deve avere. È impensabile che oggi una paziente con carcinoma della mammella non venga trattata in un centro dove un team multidisciplinare completo, così come è descritto nel documento, possa prendere in totale carico la sua diagnosi e il suo trattamento.
L’applicazione a livello europeo di questo documento, sia per quanto riguarda l’ottenimento della certificazione, sia per quanto riguarda i requisiti clinici ed organizzativi, consentirà di abbattere, o per lo meno limitare, le diseguaglianze che purtroppo esistono ancora a livello regionale, nazionale e internazionale.
La conoscenza di tale schema rappresenta sicuramente un importante passo verso questo obiettivo, un obiettivo comune e fondante nella mission di Senonetwork a livello nazionale.
Nella pagina dedicata del sito del Gisma sono disponibili i contributi di Silvia Deandrea e Antonio Rizzo.