5° Rapporto Ons (2006)

La copertura dei programmi di screening in Italia (la percentuale della popolazione in fascia di età che risiede in una zona dove è attivato un programma di screening) ha raggiunto il 76,4% per lo screening mammografico, il 66,7% per lo screening cervicale e quasi il 40% per lo screening colo rettale. Mentre i primi due sono in leggero aumento (di 3-4 punti percentuali) rispetto al 2005, il terzo ha compiuto un notevole balzo in avanti. Permane però un gradiente marcato fra Centro, Nord e Sud del Paese con alcune Regioni meridionali presenti ancora solo marginalmente.

Il quinto rapporto annuale Ons riporta i dati 2004-2005 e riferisce la situazione degli screening oncologici in Italia al 2006, cadendo proprio nel mezzo delle iniziative messe in campo dal ministero della Salute, in collaborazione con il Coordinamento delle Regioni e delle Province Autonome, per estendere e qualificare i programmi di screening oncologico.

In particolare, rispetto allo screening mammografico, il rapporto presenta i dati relativi all’attività svolta nel 2004 e un dato preliminare di attività sul 2005, in merito a estensione e adesione:

  • nel 2004 si registra un’espansione dello screening mammografico sul territorio nazionale; all’indagine hanno partecipato 117 programmi, anche se con livelli di completezza di informazioni diversi, appartenenti a 18 Regioni. Ventinove programmi in più rispetto al 2003
  • nel 2005 c’è stata un’ulteriore espansione dell’attività di screening, con il completamento di tutte le Regioni del Nord e del Centro Italia (anche se non tutte sono coperte in modo completo). Si passa così da un’estensione teorica del 71,9% nel 2004 al 76,4% nel 2005. Dunque, oltre tre quarti delle donne italiane (nella fascia di età 50-69 anni) risultano inserite in un programma di screening.

I 116 programmi organizzati di screening cervicale attivi in Italia nel 2005 avevano una popolazione obiettivo pari al 66,7% della popolazione femminile tra 25 e 64 anni: un aumento di 3,1 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. L’incremento si è verificato quasi totalmente al Centro, dove si è passati da 82,6% a 91,2%, quindi a un’attivazione praticamente totale. La crescita è stata invece limitata al Nord e quasi nulla nel Sud e nelle isole, che restano al 50,2%.

Nel 2005 lo screening colorettale ha conosciuto in Italia un’importante accelerazione: sono stati attivati più di 50 programmi organizzati, che interessano un terzo della popolazione eleggibile a livello nazionale. Questa tendenza è confermata anche nel 2006, con l’ulteriore attivazione di programmi a estensione regionale. All’interno di questo quadro incoraggiante, è tuttavia da segnalare il ritardo che si sta rivelando nell’Italia meridionale e nelle isole. Per quanto concerne l’estensione degli inviti, sembrano manifestarsi varie situazioni di difficoltà a rispettare il regime biennale di inviti su tutta la popolazione obiettivo. La risorsa più critica per lo screening colorettale è però l’endoscopia di secondo livello, che può condizionare sia l’estensione dei programmi, sia i tempi di completamento dell’iter diagnostico. Si riscontra, inoltre, un’elevata variabilità tra i programmi nell’adesione all’invito (6,7-78,1%). Ciò sembra suggerire che, oltre alle caratteristiche del test, altri fattori (culturali, o legati alle modalità di erogazione dei test) possono influenzare l’adesione della popolazione invitata, sia alla Rs che al Sof.

Per maggiori dettagli, scarica il rapporto completo (pdf 2,3 Mb).