6° Rapporto Ons (2007)

Nel 2006, lo screening mammografico ha coperto più del 78% del territorio italiano, quello cervicale circa il 70%, mentre quello colorettale, nel giro di appena due anni, è riuscito a raggiungere una copertura vicina al 50%. Permane però un gap tra Nord e Sud, nonostante la situazione sembri migliorare. Sono alcuni dei dati presentati nel sesto rapporto annuale Ons che descrive un’importante estensione dei programmi di screening a tutto il Paese nel periodo 2004-2006.

I programmi di screening mammografico nel 2005-2006 hanno preso in considerazione donne di età compresa tra 50 e 69 anni. Nel 2005 questi programmi erano presenti in tutte le Regioni centrali e settentrionali e, nel 2006, si sono estesi alle Regioni del Sud e alle isole, includendo nel 2007 anche la Puglia. Nelle Regioni da poco inserite nei programmi di screening permangono difficoltà nell’estendere gli inviti, ragione per cui continua a esiste un forte squilibrio tra Regioni del Centro-Nord e quelle del Sud, dove circa il 60% delle donne è fuori dall’attività di screening. Comunque, l’attivazione di programmi in tutte le Regioni ha determinato un aumento dell’estensione effettiva che dal 50,3% del 2005 ha raggiunto il 57,2% nel 2006, e di quella teorica che dal 71,9% del 2004 è passata al 76,4% nel 2005 e al 78,2% nel 2006. La quota di donne che ha effettuato mammografia è passata dal 28,6% del 2005 al 31,8% nel 2006.

Lo screening dei tumori alla cervice uterina ha preso in esame, con cadenza triennale, donne di età compresa tra 25 e 64 anni. In Italia, nel 2006, hanno operato 122 programmi, con una popolazione target pari al 69% delle donne nella fascia d’età considerata. Al Centro, l’attivazione è praticamente totale (93,5%). Al Sud, si è avuta l’attivazione di numerosi programmi, soprattutto in Calabria. Sebbene ci si attendesse un numero di donne invitate pari a un terzo di quelle in età giusta, considerando la cadenza triennale dei programmi, nel 2006 solo il 27,2% di queste ha ricevuto l’invito.

Il numero di programmi di screening colorettale in Italia è passato da 18 nel 2004 a 69 nel 2006. Questo aumento è però avvenuto in modo disomogeneo nel Centro-Nord e nel Sud, dove nel 2006 è stato attivato un solo programma in Abruzzo. Nel 2006 il numero di persone invitate è raddoppiato, passando dal 35% della popolazione target al 70%. L’estensione teorica è passata dal 33,8% del 2005 al 44,3% del 2006. Rimangono però difficoltà pratiche per molti programmi nell’aumentare il volume degli inviti. L’adesione all’invito è, infatti, scesa dal 51,3% del 2004 al 44,6% nel 2006. L’adesione è più alta nelle classi sociali intermedie ed è minima negli ultra 70enni. La maggior parte dei programmi propone il test del sangue nelle feci (Sof), mentre altri propongono l’endoscopia (Rs), come esame preliminare. L’endoscopia tende a essere rifiutata soprattutto dalle donne, a causa dell’imbarazzo da essa provocato.

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